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ROMA - Il patrimonio immobiliare della Difesa, costituito da fabbricati residenziali (18mila unità) e non residenziali (caserme, depositi, impianti sportivi, parchi, magazzini, fari sulla via del disuso in vista della riforma della leva militare) con un valore complessivo stimato molto prudenzialmente tra i 29 e i 15 miliardi di euro è destinato a rimpolpare il programma di dismissioni immobiliari anche per gli anni 2006-2008. Un maxi-programma a corto di unità immobiliari da dismettere dopo la vendita delle proprietà residenziali degli enti previdenziali (tramite cartolarizzazione) e degli uffici del Mef (Fondo immobiliare pubblico con rent-back).
In ballo c'è persino il milione degli appartamenti degli ex-Istituti autonomi delle case popolari (Iacp), stimati complessivamente 90 miliardi di euro: il ricavato dalla cessione di questi alloggi agli inquilini sine titulo, che non soddisfano i requisiti per occuparli, non può confluire direttamente nelle casse dello Stato perché la proprietà degli immobili è stata trasferita a Regioni e Comuni. Resta da vedere se l'incasso dalle vendite ex-Iacp verrà usato per costruire nuove case popolari o contribuirà in parte ad abbattere il debito degli enti territoriali, come è avvenuto nel Regno Unito.
La vendita degli immobili di per sè non è nulla di nuovo sotto il sole del panorama pubblico. Negli ultimi anni, tramite l'anticipo degli incassi con cartolarizzazioni e Fip, queste dismissioni hanno contribuito notevolmente all'abbattimento dell'indebitamento netto. A partire dal 2006, e con il benestare di Eurostat, l'incasso proveniente dalla dismissione di proprietà immobiliari - così come anticipato dal ministro dell'Economia Domenico Siniscalco - sarà dirottato alla sola diminuzione del debito/Pil e incanalato nel fondo di ammortamento per il riacquisto dei titoli di Stato. Una norma di legge in tal senso è attesa in Finanziaria. Le securitization però sono realizzabili solo su proprietà immobiliari facilmente vendibili: residenziali con inquilini in primis. Gli immobili residenziali della Difesa e gli ex-Iacp proprio sono dunque in pole position per le prossime cartolarizzazioni: il 60% degli immobili previsti per Scip3 (4000-5000 appartamenti) è costituito da unità residenziali della Difesa, non più utili ai fini istituzionali, occupati sine titulo. In quanto ai non residenziali, una tranche di ex-caserme e altri edifici (240) è già stata messa in vendita «per l'ammodernamento delle forze armate», come puntualizzato ieri dal ministero dell'Economia. La Cassa depositi e prestiti anticiperà quest'anno l'intero incasso alla Difesa per un importo tra 954 e i 1.357 milioni di euro, in virtù di una garanzia di ultima istanza riconosciuta dallo Stato alla Cdp.
L'analisi costi/ricavi per la Difesa rafforza le tesi promosse dal Mef a favore delle dismissioni dei residenziali. Molti inquilini pagano canoni bassi (esistono casi di ville di 400 metri quadrati con 117 euro di affitto al mese). Il ricavato dagli affitti, su base annuale, si aggira attorno ai 18 milioni di euro quando invece per le spese di manutenzione la Difesa stacca annualmente un assegno oltre i 200 milioni di euro.
Ma non si tratta solo di far quadrare i conti pubblici: se è vero che molti inquilini di queste due categorie di immobili, sine titulo (militari in pensione, vedove di militari, famiglie in case popolari con reddito elevato) sono pronti ad acquistare a sconto la casa in cui vivono da lungo tempo - sia pur pagando affitti bassissimi -, allora le dismissioni immobiliari verranno considerate dal Governo Berlusconi come un'atout da giocarsi in campagna elettorale. Oltre un milione di elettori sarebbe pronto a comprare questi immobili in vendita, secondo le stime circolate in questi giorni nei corridoi di Palazzo Chigi e approdate sulla scrivania del Premier.
I numeri
Le cifre del contenzioso sugli immobili residenziali della Difesa 13,1 MILIARDI - Valore dei fabbricati, residenziali e non (Patrimonio dello Stato spa)
800-1.000 MLN - Valore di quattromila residenziali alienabili
18.084 - Numero degli immobili residenziali alienabili Le altre cifre: 16.500 residenziali alienabili (e)
240 immobili non residenziali in via di dismissione (f)
2.650 residenziali vuoti (e)
2.648 residenziali in stato di abbandono (e)
3.811 residenziali non ubicati in infrastrutture cartolarizzabili e alienabili (b)
1.500 alloggi residenziali non alienabili perché dentro infrastrutture militari (e)
5.500-4.500 alloggi residenziali occupati "sine titulo" (c)(e)
40mila nuovi residenziali necessari in seguito alla riforma della leva (d)
Gli inquilini
1.500 inquilini (sul totale di 4mila) "sine titulo" che non vogliono o non possono acquistare (c)
Note: (a) Patrimonio dello Stato spa (b) secondo il ministero della Difesa, senza specificare se vuoti, occupati, in stato di abbandono (c) secondo il coordinatore di Casadiritto delle forze armate (d) secondo il ministero della Difesa (e) secondo il Comitato nazionale famiglie militari per la casa (f) valore stimato tra 954 e 1357 milioni di euro

fonte: Osservatorio Immobiliare

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